Vicenza è una fra le più antiche città del Veneto, dominata dai Galli fino al 157 a.C., anno in cui fu annessa a Roma e chiamata Vicetia o Vincentia. Devastata dai Barbari risorse coi Goti e fiorì sotto i Longobardi e i Franchi. Nel 1001 divenne principato vescovile; mosse varie guerre alle città vicine dal XII al XIV secolo e cadde di signoria in signoria, finchè nel 1404 si diede a Venezia. Il Cinquecento fu; il suo secolo d'oro. Il Patriziato ricco,che già nel periodo della Rinascenza aveva cominciato ad edificare bei palazzi, nel secolo XVI arricchì la città di magnifici monumenti architettonici dovuti, in gran parte, ad Andrea Palladio, uno fra i piu grandi architetti del 500 ed ai suoi discepoli e continuatori. Dopo il periodo napoleonico, Vicenza passò all'Austria nel 1813; insorse nel 1848 e i vicentini opposero eroica resistenza a Monte Berico. Nel 1866 fu unita al Regno d'Italia. Città di retrovie durante la prima guerra mondiale, soffrì bombardamenti aerei: la bandiera del Comune, già fregiata di medaglia d'oro nel 1848, ebbe le croci di guerra italiana e francese. Il 15 dicembre 1994, Vicenza è stata inserita nella lista dei beni "patrimonio dell’umanità". Nella "World Heritage List" risultano iscritti i ventitré monumenti palladiani del centro storico e tre ville site al di fuori dell’antica cinta muraria, pure realizzate dal famoso architetto.
La città e le opere del Palladio hanno inoltre esercitato una forte influenza sulla storia dell'architettura, dettando le regole dell'urbanesimo nella maggior parte dei paesi europei e del mondo intero".
Nel 1996 il riconoscimento dell'UNESCO è stato esteso fino a includere anche le ville palladiane dell’intero territorio provinciale (altre sedici).
Vicenza è quindi uno dei siti UNESCO che possiedono il maggior numero di monumenti protetti: ben trentanove, anche se l’intero centro storico della città, modellato dal genio del Palladio, è considerato, a pieno titolo, "patrimonio dell’umanità".

Nel cuore di Vicenza si trova Piazza dei signori con la stupenda Basilica. Prese l'attuale forma nel 1472 e nel secolo successivo assunse il tipico aspetto rinascimentale. Sulla piazza svetta la torre civica, rialzata più volte tra il Trecento e il Quattrocento ma con una base del XII secolo. Il suo orologio, opera di Faccio Pisano e collocato nel 1378, rappresenta un gioiello di tecnica meccanica e astronomica; infatti, oltre a battere le ore, l'orologio segna anche le fasi lunari. Al martedì e giovedì mattina vi si tiene il mercato cittadino. In questi mesi la Basilica è in fase di restauro per riportarla ai fasti di un tempo

 


Non è facile stabilire se la nuova loggia del Capitano, destinata ad ospitare il Capitanio, cioè il rappresentante della Serenissima Repubblica presso la città di Vicenza. Fu un certo capitanio Bernardo , a sollecitare i disegni ed a dare impulso alla costruzione dell'affascinante edificio, iniziato attorno al 1571. Il salone superiore della loggia è abbondantemente illuminato, oltre che dai finestroni con poggiuoli, dalle piccole finestre di un finto attico, sottolineato all'esterno dal possente cornicione e mascherato da balaustrate. Queste favorevoli condizioni di luce consentono di leggere bene le tele che fastosamente ornano il soffitto e che celebrano episodi della storia romana antica.

 

Il palazzo fu destinato al conte Girolamo Chiericati, uno dei deputati che si era battuto per la realizzazione progetto Palladiano per le nuove logge della futura Basilica, fu iniziato tra il 1551 e il 1552.La fabbrica comprendeva lo scantinato , i primi tre intercolumni del portico e la sovrastante loggia con i vani relativi e la soffitta. Dopo il completamento, il palazzo venne ad assumere nella immensa piazza dell'isola proprio quella funzione accentratrice che gli era stata assegnata, ben diversa, dalle altre fabbriche di città costrette ad inserirsi tra le strette vie nella schiera delle case circostanti. Già per la costruzione della basilica, il Palladio aveva dovuto inserire le sue architetture in un contesto urbano, in palazzo Chiericati il problema consisteva nel dare un significato ad uno slargo occupato da qualche casetta per cui la soluzione fu la costruzione della splendida facciata cosicchè la odierna piazza Matteotti è corredata da questa splendida costruzione.

 

La cultura umanistica portava Palladio ad occuparsi del problema di dare un teatro non al popolo vicentino, ma alla classe colta e ricca che lo proteggeva, quella classe che gli commissionava dimore in campagna o in città, palazzi pubblici o edifici di culto, la cui bellezza poteva essere fruita anche dalla gente povera, modesta, ma intelligente. Lente ma sicure furono le tappe che portarono Palladio alla concezione dell'Olimpico di cui purtroppo non vide l'esecuzione per l'improvvisa morte.Nel 1579 l'Accademia Olimpica decise di edificare un teatro si può dire che il Palladio avesse completamente maturato il progetto. Il teatro Olimpico divenne l'opera più famosa ed amata dal Palladio, emblema di una civiltà simbolo del Rinascimento italiano.Il teatro è nato più per la tragedia che non per la commedia, lo indicano chiaramente il coronamento della cavea mirabilmente orchestrato tra ombre di nicchie e lucidi fusti di colonne corinzie e luminose superfici di curve pareti e l'imponente fronte scenica che a guisa dui un arco trionfale in onore delle virtù e di Ercole doveva serrare con forza il ritmo delle gradinate che ora risulta attenuato per le prospettive che lo Scamozzi creò in occasione della recita dell'Edipo tiranno di Sofocle. Per informazioni 0444/222800

 

Il Santuario di Monte Berico con i suoi portici domina la città dall'alto del colle. Costruito tra il 1680 ed il 1703, l'attuale Basilica incorpora la precedente chiesetta gotica visibile ad occidente. La Basilica di Monte Berico opera di Carlo Borrella in stile barocco con tre parti eguali, si erge sopre l'alta gradinata con fastose decorazioni scultoree opera di O. Marinali. All'interno nell'altare della pietà, la preziosa tela del Montagna, e nel refettorio antico la celebre Cena di S. Giorgio Magno dipinto da P. Veronese. Sulla destra della Basilica si trova un'ampia piazza adibita a parcheggio, dalla quale è possibile vedere tutta la città di Vicenza.

 

Il più celebre capolavoro palladiano che il Maestro costruì nel 1569 per il canonico Paolo Almerico e che apparve ai contemporanei come una novità sbalorditiva per la presenza di quattro prospetti che ripropongono l'identica soluzione di un pronao ionico apposto alle facce laterali di un cubo rigorosamente geometrico, prese il nome dal perfetto salone centrale "rotondo". La destinazione di questa singolare villa fù l'esercizio del meglio della cultura musicale e poetica e delle discussioni filosofiche ed artistiche.Orientando i quattro spigoli dell'edificio nell'esatta direzione dei punti cardinali Palladio si prefisse d'ancorare la villa alle coordinate fondamentali della volta celeste. Le quattro facciate ottenevano altressì, nella loro posizione intermedia, l'esposizione migliore in tutti i periodi dell'anno.Le raffigurazioni interne furono di A. Maganza, per gli stucchi O. Ridolfi.

 

Il Parco è meta giornaliera di molti amanti del jogging e dello sport in generale infatti nel suo perimetro corre un percorso attrezzato per la ginnastica con vari attrezzi per la cultura fisica, meta di gioco per molti bambini vista la grande area verde che esiste all'interno, è situato ai confini del centro storico, durante l'estate vengono svolte manifestazioni di vario genere sia sportive che musicali. Nella foto sono visibili il viale con le statue e sullo sfondo il Tempietto di Parco Querini.